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title: Combustioni linguistiche
description: Come ben sappiamo, il tanto citato gas è un combustibile, ossia “una sostanza che è capace di fornire energia termica per combustione”.
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# [Combustioni linguistiche](https://blog.dante.global/combustioni-linguistiche)

 Scritto da [A cura di Lucilla Pizzoli](https://blog.dante.global/author/lucilla-pizzoli) | 31-ott-2023 8.30.00

 Come ben sappiamo, il tanto citato gas è un *combustibile*, ossia “una sostanza che è capace di fornire energia termica per combustione”. Etimologicamente parlando, troviamo le origini della *combustione* già nell’antica Roma, con il latino *combuere* “bruciare”; possiamo ricordare che nel linguaggio scientifico il termine *combustibile* è associato ad aggettivi che ne descrivono lo stato, come* solido, liquido* o *gassoso* oppure l’origine, come *naturale* (legna, petrolio, bitume) o *artificiale* (carbone di legna, coke, ecc.).

Dobbiamo, invece, raggruppare sotto l’ombrello dei cosiddetti *combustibili fossili* le tre principali fonti di energia non rinnovabile: il *petrolio*, il *carbone* e il *gas naturale*. Si tratta di elementi formati nel sottosuolo milioni di anni fa e soggetti ad esaurimento. La parola *fossile* è entrata in italiano dal francese *fossile*, che a sua volta è un’evoluzione del latino *fossĭlis*, ossia “che si ottiene scavando”: è proprio nel cuore della Terra che si trovano queste risorse! Pensate che, dallo stesso verbo latino *fodĕre* (“scavare”) deriva anche la comunissima parola *fosso* (lat. *fossus*). Ci avevate mai fatto caso?

Tra i combustibili di cui abbiamo parlato, sicuramente il *carbone* è quello più inquinante, per questo oggi è anche il meno utilizzato, ma mantiene la sua funzione, ad esempio, nelle *centrali termoelettriche*. Si dà il caso, tuttavia, che sia anche il più “natalizio”: in Italia siamo abituati a trovarlo nella sua versione commestibile e dolce (perché fatta di zucchero) il 6 gennaio nella calza della Befana, a simboleggiare una punizione per cattiva condotta. Invece, il carbone *vegetale* o *attivo* è sempre un prodotto alimentare, questa volta derivante dalla combustione di legno e gusci di frutta come le noci di cocco, presente in molti integratori alimentari per favorire l’eliminazione dei gas intestinali. Torniamo al combustibile che produce energia: il *carbone* si forma nel sottosuolo grazie alla decomposizione di organismi vegetali, come per esempio gli alberi di un’antica foresta che nei secoli è stata sommersa dalle acque e dal fango, trasformandosi poi in roccia, anche grazie all’azione di microscopici batteri che divorano idrogeno e ossigeno preservando invece il carbonio. La parola *carbone* riprende l’omonimo termine latino *carbonem*, nato dal greco *karpho* “asciutto, arido”. Tra i modi di dire italiani lo ritroviamo nell’espressione *essere nero come il carbone*, per indicare una tinta di nero particolarmente intenso. 

Il termine *petrolio*, invece, deriva dal francese *pétrole*, che a sua volta è un’evoluzione del latino medievale *petroleum*, cioè *petrae oleum* “olio di sasso”. Si tratta di una complessa miscela naturale di idrocarburi che si forma nei millenni, sempre grazie all’azione dei batteri, a partire dalla decomposizione di animali e vegetali sul fondo dei mari e delle lagune. Un tempo, il *petrolio* veniva anche chiamato* olio di roccia, balsamo di terra, olio minerale*, e oggi è una delle principali fonti di energia. Il *petrolio* viene estratto dai cosiddetti *giacimenti* attraverso la *trivellazione* dei pozzi di estrazione o grazie alle pompe e viene trasportato tramite *oleodotti* o navi petroliere per essere lavorato nelle *raffinerie* (derivato di fine che sta per “rendere più *fine*, più pura una sostanza”). La sua storia industriale risale alla seconda metà dell’Ottocento, quando in Pennsylvania fu perforato il primo pozzo, e perdura fino ai nostri giorni manovrando i delicati equilibri geopolitici mondiali: non a caso è stato sapientemente definito “l’oro nero”!

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