Dante Blog

Dai primi passi alle stelle!

Scritto da Giuliana Poli | 15-nov-2021 11.15.43

Intervista a Francesca Faedi

…E quindi uscimmo a riveder le stelle…
(Inf, XXXIV, 139)

Francesca Faedi è un’astrofisica di risonanza internazionale e siamo onorati che ha deciso di parlar con noi di Dante e naturalmente ha scelto un tema a lei caro: le stelle. L’intervista ha uno stile meravigliosamente sincero di una femminilità che concilia il suo ruolo di mamma e di studiosa di altissimo livello manifestando con trasparenza le difficoltà che ha dovuto incontrare nel mondo della scienza in quanto donna andando avanti senza un Virgilio che le facesse da giuda e con le sole sue forze, tenendo solo a mente la sua stella. Chissà, forse l’universo fa parte della nostra fantasia interiore, ciascuno ha il suo. Lo stesso Dante ritrae il cosmo secondo il proprio disegno morale e secondo la sua personale appartenenza, poiché Il cosmo fisico è la metafora del cosmo etico, sebbene il proprio cosmo etico, sia il più vicino possibile al mondo fisico. Non ci sono montagne di purificazioni sul fronte della sfera fisica, né una caverna dell’inferno nelle profondità, ma dentro il nostro cosmo interiore. Dante ritrae la realtà morale interna del cosmo, non le sue manifestazioni interiori. Sia l’Inferno, il Purgatorio che il Paradiso, finiscono con il riferimento alla stella che forse è sempre la stessa. E’ la nostra stella che vediamo più vicina man mano che avviene la nostra purificazione. La stella è il nostro ritorno alla casa celeste.

Tutti i canti della Divina Commedia terminano con il riferimento alle stelle. Da astrofisica come mai ha scelto l'Inferno?
Ho scelto l'Inferno perché in parte rispecchia il mio cammino sia personale che lavorativo; le difficoltà che ho incontrato che ho dovuto affrontare e superare mantenendo lo sguardo fisso alle 'mie stelle', continuando sempre per la mia strada con testardaggine e resilienza. Il cammino che in piccolo ed in modo diverso dobbiamo fare tutti, per trovare il giusto cammino ed esprimere il nostro talento. C'è chi è più fortunato come Dante con Virgilio ed ha un mentore, una persona che sa infondergli coraggio e dare l'esempio, c'è chi come me, non lo ha mai trovato perché ci sono pochissime donne in ambito scientifico che arrivano ad avere una carriera apicale, sia perché nessuno nella mia famiglia si è mai laureato né dottorato prima di me!
Il cammino di ognuno è diverso e alla fine ciò che conta è che come recita una frase famosa e abusata: per aspera ad Astra ... Uscimmo a riveder le stelle!

Qual è l'importanza delle stelle fisse nel Medioevo? L'anima di Dante sale e scende attraverso la Via Lattea, come mai secondo lei?
Il cielo, le stelle e tutti i corpi celesti in generale hanno sempre ricoperto una grande importanza per l'uomo. Dall'antichità le stelle ci permettevano di muoverci viaggiando con dei riferimenti fissi (ad esempio la stella Polare nell'emisfero Nord). Le stelle ci permettono di aspirare al meglio di noi stessi, non a caso Dante finisce sempre i canti riferendosi ad esse. Le stelle come parte di un tutto che ha un senso superiore e questo, tradotto in Astrofisica, potrebbe essere l'universo e le sue leggi appunto universali. La Via Lattea alla quale Dante fa riferimento è la nostra galassia, all'interno della quale viviamo noi nel nostro piccolissimo granello di sabbia ... The pale Blue dot come l'ha chiamato Carl Sagan dopo le immagini della terra riprese dal Voyager 1 il giorno di San Valentino del 1990 a miliardi di kilometri di distanza!

Dante usa la parola uscimmo che precede una entrata... quindi Dante esce ed entra in un altro emisfero, Dante conosceva molto bene un concetto che all'epoca non era conosciuto?
Si infatti il viaggio di Dante entra nell'inferno attraverso la porta procedendo verso il centro della Terra. I vari cerchi dell'inferno scendono sempre più verso il centro, dove si trova Lucifero. Dante e Virgilio attraversano la natural burella e, dall'Inferno, arrivano all'emisfero australe. Ma prima Dante si sofferma sul passaggio attraverso il punto che tutti i gravi attrae e cioè il centro della Terra, indicando appunto che è mattina. Questo è un concetto moderno che implica la sfericità della Terra, sconosciuto all'epoca di Dante, ma evidentemente lui conosceva. La terra ha infatti nel nostro riferimento, due emisferi quello nord dove ci troviamo noi europei, emisfero Boreale dove Dante entra nell'inferno e quello sud, Australe, dove si trova l'Australia ad esempio. Tra l'altro dall'emisfero sud si può osservare la maggior parte della Via Lattea, compreso il suo centro.

Lei, un'astrofisica ha dovuto combattere per affermare la sua professione? Qual è il rapporto tra l'esser donna naturalmente cosmica e divenire una professionista e studiosa del cosmo? A quale donna della Commedia si sente più vicina?
Si, come la maggior parte di tutte le donne che fanno scienza o che si sono avventurate in carriera in materie STEM, Scienza, Tecnologia, Ingegneria e Matematica. Il campo della Fisica ed in particolare dell'Astrofisica è assolutamente un campo dominato dalla presenza di uomini. Ma non solo, le regole, i criteri valutativi etc., sono dettati da questa maggioranza maschile e quindi non tengono in nessun modo conto della componente, le necessità e bisogni, di quella femminile. Non a caso uno dei problemi maggiori oltre a quello di avere un maggior numero di ragazze che scelgono materie STEM, è sicuramente quello del cosiddetto 'leacking pipe' e cioè della perdita/uscita di donne già professionalmente formate dal settore STEM per motivi sia legati alla famiglia che ad altri fattori comuni, legati al mondo femminile.
A questo si aggiungano ogni sorta di stereotipi che non sto qui ad enumerare, ma che fanno si che queste materie rimangano dominio maschile. Come sottolinea lei nella sua domanda è quasi ironico pensare che la donna è in sé naturalmente cosmica, per il semplice motivo di essere capace di creare una vita e di come questo fattore sia, ancora oggi, l'ostacolo predominante per una carriera in ambito scientifico e non solo.
Una donna tra le tante chiamate in causa da Dante è Pia dé Tolomei. La rappresentazione e testimonianza di quello che ancora oggi avviene quotidianamente e cioè il femminicidio. Pia è stata uccisa da suo marito che nonostante tutto lei ancora ama. Penso che debba far riflettere che dopo 700 anni la descrizione che Dante fa di questo evento nel Purgatorio canto V potrebbe essere tranquillamente preso da un quotidiano!
La Divina Commedia non contiene solo dei riferimenti scientifici accurati e precursori dei tempi ma anche una visione molto più ampia di quello che ci si potesse aspettare da un uomo della sua epoca.

Come immagina la donna del futuro?
Ho una grande fiducia nelle nuove generazioni. Credo che la maggior parte degli adolescenti di oggi abbia grandemente superato questioni di genere e stereotipi del secolo scorso. Solo che non vengono mai ascoltati. I giovani non hanno voce in questa società credo sia chiaro dopo il covid-19. I giovani sono la cittadinanza globale del domani e su di loro dovremmo porre la nostra attenzione. Per questo vado continuamente in tutte le scuole di ogni ordine e grado per parlare di scienza, di opportunità e di uguaglianza .... Insieme uomini e donne costruiranno il futuro di domani.
La scienza è il modo per affrontare al meglio le sfide che ci attendono poichè ci da una comprensione oggettiva e super partes di come stanno le cose, ci permette così di affrontare le sfide rappresentate anche dai 17 obiettivi di sviluppo sostenibile dell'agenda 2030 dell'ONU. In un paese come il nostro ancora fortemente ancorato a stereotipi di genere, assolutamente non accogliente per i giovani ai quali non si dà spazio e dove ancora conta di più la “conoscenza personale” che la competenza, parlare di materie STEM e di scienza, può essere quel catalizzatore di cambiamento, soprattutto per le giovani studentesse affinchè questa società diventi più equa.


Francesca Faedi
Astrofisica, si è occupata principalmente di esopianeti cioè pianeti che orbitano stelle altre rispetto al Sole. Ha contribuito alla scoperta di oltre 60 pianeti ed ha collaborato con il premio Nobel alla Fisica 2019 prof. Didier Queloz. Ha laurea in Fisica, Master in Astrofisica scienze dello spazio e planetologia a Tolosa, dottorato a Leicester University e ha lavorato in UK per oltre 11 anni. E’ molto impegnata nella divulgazione scientifica e delle materie STEM, per questo è stata isignita dell'onorificenza di Cavaliere ordine al merito della Repubblica italiana. E’ mamma di due bambini Joshua e Zac 6 e 3 anni. Attualmente lavora all'università di Urbino per il progetto Ligo/Virgo per la scoperta di onde gravitazionali.

Giuliana Poli è giornalista, ricercatrice di antropologia culturale, scrittrice di Tradizione, scrittrice di monografie e testi su opere d’Arte, analista ed esperta d’iconografia ed iconologia di opere d’arte. Analisi semantica del linguaggio dell’Arte e della parola.

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immagine in alto: da Pixabay, autore Bru-nO