La perdita dell’abitudine a scrivere a penna ovvero a prendersi il tempo necessario per pensare prima di mettere per iscritto una frase, il progressivo logoramento della soglia di attenzione causato dal mondo in cui viviamo, ha portato a tutta una serie di conseguenze nei testi scritti, una delle quali è che le parole spesso appaiono nelle frasi senza il loro significato.
Una categoria particolare toccata da questo problema è quella dei comparativi. Il nome di questa categoria grammaticale racconta di per sé la loro utilità: essi mettono a confronto due o più termini di paragone, termini di paragone che di necessità devono essere presenti nella frase.
Anche se spesso si legge nei testi di oggi, quindi, non è possibile che più (comparativo di maggioranza) e meno (comparativo di minoranza; esiste anche il comparativo di uguaglianza, tanto… quanto) stiano da soli. Non si può dunque scrivere una frase come: Oggi ho mangiato un gelato più buono. Più buono di cosa? La frase non è chiara. È necessario integrare: Oggi ho mangiato un gelato più buono di quello che ho mangiato ieri.