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I libri della settimana: Dante visto da Pietro Milone e Marcello Fagiolo

Scritto da Valerio De Luca | 2-mar-2024 6.00.00

 La redazione della Dante consiglia una selezione tra narrativa e saggistica di autori italiani o testi originali in lingua italiana.

L’oltraggio di Pirandello e Dante
di Pietro Milone
Metauro
30 euro, 407 pagine

Il libro verrà presentato a palazzo Firenze (Roma) il 5 marzo). Per saperne di più CLICCA QUI

Massimo Bontempelli diceva che «tutta la grande arte, quando non è estasi, è denuncia e requisitoria» e ciò vale per Pirandello come per Dante, sommi artisti nel loro duplice oltraggio: fuoriuscita dalla doxa del proprio tempo (e del potere che vi si fonda) e oltrepassamento dei limiti, a noi connaturati, del pensiero della ragione. Viaggio verso un oltre interno (l’inconscio, con i fantasmi che alimentano le fantasie del pensiero) e verso la sua proiezione esterna nei miti e nelle fantasie collettive di religioni trascendenti, utopie, credenze politiche e filosofiche immanenti. Oltraggio spesso legato a un’oltranza stilistica che connota, più o meno evidentemente, l’opera dei grandi scrittori e poeti. Pietro Milone ricostruisce la presenza di Dante (e il suo significato) nell’opera di Pirandello, con acribia storico-filologica unita a una più libera interpretazione che mira alla genesi profonda dell’opera nella mente che Pirandello porta in scena con l’apparizione di Madama Pace nei Sei personaggi. Il filo della presenza dantesca diviene pertanto quello di una più complessiva interpretazione e di una nuova ricostruzione critica dell’opera pirandelliana, ripercorsa mediante alcune delle sue fondamentali opere e altre meno note o trascurate, mai illuminate da una giusta luce di lettura. Al suo centro è qui posta la questione della sua laica e moderna religiosità: il passaggio dall’ortodossia del vecchio Dio a un moderno relativismo bi-logico in una laica teologia dell’arte che indaga sull’epifania del dio di dentro e sul male e il dolore della storia e della vita dell’uomo. 

Pietro Milone ha scritto di storia e di teoria della critica e di letteratura dell’Otto-Novecento italiano. Su Leonardo Sciascia, anche nei suoi rapporti con Pirandello, ricordiamo: L’udienza (Vecchiarelli, 2002) e Sciascia: memoria e destino. La musica dell’uomo solo tra Debenedetti, Calvino e Pasolini (Sciascia, 2011). Di Pirandello ha curato e introdotto edizioni delle sue opere (Uno, nessuno e centomila e L’umorismo, da Garzanti, e Novelle della grande guerra da Nova Delphi). Con Metauro ha pubblicato, nel 2017, Pirandello accademico d’Italia e il “volontario esilio”. Fascismo, Vinti, Giganti.


Visione di Dante
di Marcello Fagiolo
Quattroemme
34 euro, 204 pagine

Dante e Roma
di Marcello Fagiolo
Gangemi
34 euro, 264 pagine

Entrambi i volumi verranno presentati a Palazzo Firenze (Roma) il 6 marzo, in occasione della conferenza "L'empireo dantesco come immagine di Roma".

Il primo volume “Visione di Dante” è dedicato al padre della lingua italiana, ma non come letterato, bensì come propulsore d’immagini che hanno influenzato l’arte di tutti i tempi. Il libro, illustrato da 700 immagini, ha come sottotitolo “L’immaginazione della Commedia, l’ombra di Fiorenza e il paradiso di Roma-Amor”.

Il secondo volume "Dante a Roma", a cura di Marcello Fagiolo, presenta gli Atti del Convegno promosso dal Centro di Studi sulla Cultura e l’Immagine di Roma e dall’Istituto Nazionale di Studi Romani (Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, 2-3 dicembre 2021) e ha come contenuto i legami storici e letterari del Sommo Poeta con la città di Roma. Nel volume sono presenti i saggi di Andrea Alessi, Carla Benocci, Rino Caputo, Franco Cardini, Monica Centanni, Marcello Fagiolo, Giulio Ferroni, Ilaria Fiumi Sermattei, Pietro Gibellini, Nicola Longo, Vito Rocco Panetta, Elisabetta Procida, Diego Quaglioni, Luca Ribichini, Serena Romano, Marcello Teodonio.

Nella conferenza si chiarirà come Roma non sia più la Civitas Diaboli, la Babilonia di cui parla l’Apocalisse, ma venga accostata alla Gerusalemme celeste: la mistica “Rosa” dell’Empireo è esplicitamente assimilata a Roma nell’invito rivolto da Beatrice a Dante: “…e sarai meco sanza fine cive / di quella Roma onde Cristo è romano” (Purg. XXXII, 101-102). E - se l’anfiteatro dell’Empireo dai mille gradini corrisponde al Colosseo - l’idea dell’Impero di Roma-AMOR potrebbe corrispondere esotericamente all’armonia universale dell’”AMOR che move il sole e l’altre stelle”.

Marcello Fagiolo, già Professore in Storia dell'Architettura a Milano, Firenze e a Roma “La Sapienza”. Membro dell’Arcadia, Accademico dei Lincei e Accademico di San Luca. Ha fondato e diretto le due riviste di architettura "Psicon" e "QUASAR". Ha diretto varie collane editoriali. Autore di oltre 350 pubblicazioni, con particolare riferimento al Rinascimento, al Barocco e alla storia di Roma.