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Parole celesti

Scritto da A cura di Lucilla Pizzoli | 16-mag-2023 6.37.00

 Parlando di spazio e pianeti non possiamo non affrontare la parola atmosfera, che deriva dal greco antico “sfera di vapore” e indica “l’involucro gassoso che circonda i corpi celesti”. A seconda della composizione dell’atmosfera, ossia della tipologia e della concentrazione dei vari gas che li circondano, i pianeti hanno un clima differente, cioè diverse condizioni sulla loro superficie, dovute alla temperatura, alla pressione ecc. L’atmosfera terrestre è l’unica a contenere ossigeno e vapore acqueo: questo la rende la principale responsabile della vivibilità del nostro Pianeta. Pensate che, ad esempio, su Venere invece la concentrazione di anidride carbonica è talmente alta da far registrare temperature che superano i 400C°! Se passiamo ad un uso figurato del termine atmosfera, possiamo usarlo per indicare “le caratteristiche di un determinato ambiente, in base a ciò che suscita nei presenti”: in un centro benessere l’atmosfera solitamente è rilassata, mentre in una trattoria a conduzione familiare può risultare amichevole, così come possiamo definirla tesa durante un litigio.

 
Abbiamo già detto che una delle parole più comunemente legate all’atmosfera è il termine pressione, questo perché la misurazione della pressione atmosferica è molto importante al fine di suggerirci se il cattivo tempo è in arrivo. In modo molto semplificato, infatti, quando guardiamo le cosiddette previsioni del tempo (o previsioni meteorologiche), se la bassa pressione è in arrivo, dobbiamo aspettarci l’arrivo di fenomeni temporaleschi, mentre in caso di alta pressione le giornate dovrebbero essere soleggiate. Un’espressione davvero comune che riporta, in senso figurato, la pressione nella lingua di tutti i giorni è essere sotto pressione; in questo caso, intendiamo dire che “una persona è gravata da problemi, preoccupazioni, scadenze, tanto da sentirsi schiacciata dal loro metaforico peso”. La cosiddetta bassa pressione può anche essere definita aria ciclonica (dal greco kýklos “cerchio, giro”), per indicare una perturbazione, ossia “pioggia e vento forti”. Anche in questo caso, possiamo prendere in prestito dalla meteorologia il termine ciclone per conferirgli un significato figurato, ossia quello di “persona particolarmente irrequieta o esuberante, che provoca scompiglio e agitazione o che è estremamente dinamica”. A causa della forte depressione atmosferica che si verifica durante questo tipo di fenomeni, si generano venti molto impetuosi con un andamento a spirale il cui centro è definito occhio, proprio per la sua somiglianza all’organo umano. Anche questa volta abbiamo un senso figurato da attribuire all’espressione essere nell’occhio del ciclone, cioè “trovarsi in mezzo ad una situazione di agitazione o pericolo senza esserne direttamente coinvolti o danneggiati”. I cicloni tropicali, che si verificano generalmente nelle Indie occidentali, negli Stati Uniti meridionali e in Australia, vengono invece chiamati uragani, termine che proviene dallo spagnolo huracán, adattamento di una voce indigena delle Antille. Tuttavia, se si riceve un uragano di applausi entriamo nel vivo di una metafora e sicuramente vorrà dire che la propria performance pubblica è stata “largamente apprezzata”! A proposito di cicloni e uragani, non possiamo tralasciare la parola tornado che riprende (prima in inglese e poi in italiano) lo spagnolo tornar “girare”, per indicare dei veri e propri vortici (o trombe d’aria) distruttivi ad altissima intensità, che si verificano frequentemente negli Stati Uniti orientali. Anche in questo caso, essere un tornado equivale ad “essere molto attivi, trascinanti e irrequieti”, proprio come la forza dirompente del vento.
Come abbiamo visto, molte delle nostre “parole celesti” si fanno spesso metafora di caratteristiche o atteggiamenti umani, che i fenomeni atmosferici ci ispirano. Insomma, ci piace avere i piedi ben piantati a terra, ma la nostra testa a volte viaggia tra le nuvole!