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title: Parole d’oro
description: Si dice che il mattino abbia l’oro in bocca per alludere alla “preziosità delle prime ore del giorno”, ma anche noi non siamo da meno!
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# [Parole d’oro](https://blog.dante.global/parole-doro)

 Scritto da [A cura di Lucilla Pizzoli](https://blog.dante.global/author/lucilla-pizzoli) | 31-gen-2023 17.25.00

Si dice che il *mattino* abbia l’oro in bocca per alludere alla “preziosità delle prime ore del giorno”, ma anche noi non siamo da meno! Il senso di quest’affermazione è presto detto: quante volte usiamo come metafore delle parole che riguardano la sfera tecnica dei *metalli*? Se una persona è preziosa, di valore, la definiamo d’*oro*, mentre sublimiamo i capelli bianchi – segno dell’avanzare degli anni – chiamandoli d’*argento*, oppure quelli rossi e lucenti possono diventare di *rame*. 

La parola *metallo* deriva dal greco *métallon* “cava, miniera” e indica dei “solidi i cui atomi sono tenuti assieme dal *legame metallico*”; tutti questi elementi hanno in comune non solo un’alta capacità di conduzione elettrica e termica, ma anche la capacità di essere riflettenti e malleabili. Tra le varie categorie in cui i metalli possono essere suddivisi, sicuramente vi verrà in mente quella connessa al loro peso specifico, per cui il *ferro* e il *piombo*, ad esempio, rientrano nei cosiddetti *metalli pesanti*. Proprio per figurare concretamente il concetto di pesantezza, possiamo confidarci con un amico dicendo di *avere il cuore di* *piombo*, se siamo angosciati o tristi, oppure di affrontare una situazione *con i piedi di piombo* cioè “lentamente, con estrema prudenza e cautela”. A proposito, troviamo una delle prime attestazioni scritte di quest’espressione nel *La Raffaella. Dialogo de la bella creanza de le donne* di Alessandro Piccolomini (1539), un libretto – scandaloso per l’epoca – dove l’autore parla di vestiti, di gioielli e di come procurarsi un’amante senza turbare le convenzioni sociali. Così scrive Piccolomini: «Vadino le donne *col piè di piombo* e, innanzi che faccino un atto benigno ad alcuno, avvertischino a chi lo fanno però che si trovano certi petti ingordi che come gli è mostrato un dito si pigliano tutto il braccio». E come dargli torto? Chi è, invece, particolarmente “pigro” ha il *sedere di piombo*, perché pesa talmente tanto da non permettergli di alzarsi… Quanti di noi sono stati apostrofati in questo modo almeno una volta nella vita?!

Un altro *metallo pesante* ben presente nella nostra lingua quotidiana è senza dubbio il *ferro*. *Avere una volontà di ferro* vuol dire “essere particolarmente determinati”, così come avere uno *stomaco di ferro* ci rende capaci di “capace di digerire ogni cosa” o “sopportare situazioni disgustose”. Se *avere un’amicizia di ferro* equivale ad un “legame indissolubile”, chi è *in una botte di ferro* può stare tranquillo perché deve ritenersi “protetto e inattaccabile”. Una persona con il polso di ferro è “ferma e risoluta”, così come un *braccio di ferro *è una “prova di forza tra due parti, entrambe decise a piegare l’una la volontà dell’altra”; in tutte queste espressioni possiamo notare un chiaro riferimento metaforico alla natura concreta del *ferro*, caratterizzato da una rinomata forza e resistenza.

Passando invece alle *leghe*, ossia alle “composizioni di due elementi di cui una è un metallo”, merita sicuramente una citazione il *bronzo* (lega di *rame e stagno*), per la sua presenza in alcune espressioni comuni come *avere la faccia di bronzo*, ossia “avere la faccia tosta”. Il non provare vergogna, infatti, evita che il viso arrossisca, proprio come accadrebbe ad un impassibile viso di metallo.* Essere un bronzo di Riace*, invece, significa “avere un corpo scultoreo”, e allude alla bellezza delle statue greche di bronzo (*i bronzi)*, rinvenute negli anni Settanta a marina di Riace, in provincia di Reggio Calabria. Infine, nell’italiano poetico, *i bronzi* (al plurale) rappresentano spesso “le campane di una chiesa”, come ad esempio scrisse Carducci ne *Le nozze del mare*: «Oggi a festa *i bronzi *rombano». Lo stesso *acciaio* (lega di *ferro e carbonio*) è divenuto un simbolo di forza in italiano, tanto che una volontà d’acciaio è “tenace” quanto quella di *ferro*, uno sguardo d’acciaio è “gelido e risoluto”, mentre avere i* nervi d’acciaio *significa “saper mantenere la calma nelle situazioni più complicate”. Terminiamo la nostra simpatica rassegna con l’aggettivo *metallico* che, accostato alla parola *voce*, indica un suono “robotico, squillante ma duro e freddo” ma in economia, se accostato alle parole* riserva o fondo* fa riferimento all’“oro che costituisce la garanzia della moneta circolante”. Insomma, tanti sono i metalli e le leghe quanti sono i modi per poterli sfruttare, ci avevate mai pensato?

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