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Una minoranza europea

Scritto da A cura di Lucilla Pizzoli | 20-apr-2021 9.50.00

La popolazione Rom conta circa 37.000.000 di persone in tutto il mondo. Sebbene le varie comunità Rom non corrispondano alle definizioni standard applicabili alle minoranze nazionali o linguistiche - per la loro dispersione in tutta l’Europa, la mancanza di un unico territorio di riferimento, gli stili di vita differenti (alcuni sono stanziali e altri nomadi) e le varietà di lingue e dialetti parlati - è il Consiglio d’Europa ad identificarli come una vera minoranza europea, nella raccomandazione n. 1203 del 1993.
Il termine minoranza è un derivato dell’aggettivo di origine latina minore (minorem < minus “piccolo”) e indica, già da metà Ottocento, un “gruppo di cittadini membri di uno Stato che si differenza dalla maggioranza per lingua, religione e simili”.

Il dibattito sulla definizione di questo termine però è ancora piuttosto acceso e la nozione di minoranza risulta ancora oggi tutt’altro che pacifica: nella stessa Convenzione quadro per la protezione delle minoranze nazionali del Consiglio d’Europa (1995) viene omessa deliberatamente la definizione proprio per la mancanza di consenso sull’interpretazione.
In Italia le minoranze linguistiche sono tutelate su indicazione della Carta costituzionale (art. 6): con la legge 482 del 1999, sono state identificate le 12 minoranze linguistiche storiche presenti sul territorio, di cui viene valorizzata la componente culturale con appositi provvedimenti che ne tutelano l’insegnamento nelle scuole, gli usi amministrativi e la diffusione tramite mezzi di comunicazione. Le comunità riconosciute sono le popolazioni albanesi, catalane, germaniche, greche, slovene e croate e quelle parlanti il francese, il franco-provenzale, il friulano, il ladino, l’occitano e il sardo.

 

La canzone della settimana
La canzone Zingara, scritta da Enrico Riccardi e Luigi Albertelli, vinse il festival di Sanremo del 1969 grazie all’interpretazione della coppia Bobby Solo - Iva Zanicchi. Sembra che il testo sia stato ispirato dalla lettura del romanzo La vergine e lo zingaro di David Herbert Lawrence.

La canzone rappresenta la preghiera di un innamorato ad una zingara, perché legga nella sua mano il futuro sentimentale che l’attende. L’evocatività del testo è dovuta non solo alla presenza di parole come destino, amore, speranza e alla presenza fisica del ragazzo che mette a disposizione della zingara mani e occhi, ma anche all’uso di figure retoriche come la metafora “l'oro dei capelli suoi” e la similitudineCome neve al sole/Si scioglierà/Un amore”. Questi due strumenti rendono il testo più espressivo, richiamando alla mente dell’ascoltatore qualità e caratteristiche concrete della realtà descritta. Ricordiamo che, mentre nella similitudine viene fatto un paragone esplicito tra due oggetti o realtà (introdotto dal termine come), nella metafora uno dei due termini di paragone del confronto viene sostituito da un altro, che simbolicamente può rappresentarlo (“l’oro dei capelli” sta per “i capelli biondi come l’oro”).

Zingara
Prendi questa mano
Zingara
Dimmi pure che destino avrò
Parla del mio amore
Io non ho paura
Perché
Lo so
Che ormai
Non m'appartiene

Guarda nei miei occhi
Zingara
Vedi l'oro dei capelli suoi
Dimmi se ricambia

Parte del mio amore
Devi dirlo
Questo
Tocca a te

Ma se è scritto che
Lo perderò
Come neve al sole
Si scioglierà
Un amore

Prendi questa mano
Zingara

Ma se è scritto che
Lo perderò
Come neve al sole
Si scioglierà
Un amore

Prendi questa mano
Zingara
Leggi pure che destino avrò
Dimmi che mi ama
Dammi la speranza
Solo questo
Conta
Ormai per me

FONTE