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title: Paese che vai, mito che trovi
description: "Abbiamo visto che sia le fiabe sia le favole sono racconti fantastici, i cui nomi derivano da verbo latino fari “dire, raccontare”. Tuttavia, queste due tipologie di racconto differiscono fra loro per vari aspetti: la presenza di personaggi magici (gnomi, streghe, fate, orchi) e di luoghi o oggetti incantati caratterizzano le fiabe, i cui protagonisti devono affrontare peripezie e antagonisti; mentre le favole generalmente hanno una morale e vedono come protagonisti degli animali umanizzati."
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# [Paese che vai, mito che trovi](https://blog.dante.global/paese-che-vai-mito-che-trovi)

 Scritto da [A cura di Lucilla Pizzoli](https://blog.dante.global/author/lucilla-pizzoli) | 19-mag-2021 13.00.00

Abbiamo visto che sia le *fiabe* sia le favole sono racconti fantastici, i cui nomi derivano da verbo latino* fari* “dire, raccontare”. Tuttavia, queste due tipologie di racconto differiscono fra loro per vari aspetti: la presenza di personaggi magici (gnomi, streghe, fate, orchi) e di luoghi o oggetti incantati caratterizzano le fiabe, i cui protagonisti devono affrontare peripezie e antagonisti; mentre le favole generalmente hanno una morale e vedono come protagonisti degli animali umanizzati.

Un altro genere narrativo di fantasia, che presenta delle caratteristiche in comune con le fiabe e le favole, è il *mito.* Questo termine deriva dal greco μῦϑος (*mytos*, “parola, discorso”) e indica un racconto, inizialmente tramandato oralmente, che per un popolo o una civiltà risponde in maniera irrazionale e non scientifica alle grandi domande esistenziali riguardanti, ad esempio, la nascita del mondo (*miti cosmogonici*), la vita dopo la morte (*miti escatologici*), oppure che spiega le cause o le origini di alcuni aspetti della realtà (*miti eziologici*), come il nome di determinati luoghi o la presenza di fenomeni naturali (fulmini, terremoti, fuoco, arcobaleno, via lattea, alternarsi delle stagioni, ecc.).

I protagonisti dei miti vivono sempre in un’epoca remota, un tempo antichissimo, che gli permette di poter rappresentare una vicenda davvero archetipica e universale. Per quanto riguarda la mitologia occidentale, quindi afferente alla civiltà greca e a quella latina, i personaggi che vi appaiono sono sempre divinità, semi-divinità (ad esempio le ninfe), eroi (umani con capacità speciali) o mostri, tutti mossi dalle passioni umane, come l’amore, la gelosia, la rabbia, la vendetta, la curiosità...

Per avere un’idea di quanto i miti caratterizzino tutte le culture, basti pensare che un diffuso fenomeno naturale, come il terremoto, è alla base di molte narrazioni diverse, provenienti da civiltà differenti: per gli indù era l'effetto del movimento dei vari animali che sorreggevano il globo terrestre (otto elefanti appoggiati sulla schiena di una tartaruga, a sua volta in equilibrio su di un cobra); per i peruviani era dovuto ad una goffa divinità che scendeva sulla terra per contare gli uomini; secondo i greci e i latini era causato da Poseidone, signore del mare, dei maremoti e dei terremoti (tanto che un’affascinante interpretazione vedrebbe la vicenda del cavallo di Troia come simbolo di un terremoto che distrusse la città, dato che il cavallo era l’animale caro a Poseidone). Ancora, presso la cultura tradizionale giapponese, il terremoto sarebbe causato dal Namazu, un pesce gatto gigante, nascosto sotto terra e schiacciato da una roccia. Una leggenda siciliana, invece, sicuramente più recente dei miti classici, originerebbe il terremoto nei momenti di riposo di Colapesce: un ragazzo mezzo uomo e mezzo pesce che vivrebbe sott’acqua per sorreggere la Sicilia “fabbricata su uno scoglio, e questo scoglio poggia su tre colonne: una sana, una scheggiata e una rotta” (Italo Calvino, *Fiabe Italiane*).

La parola *mito* oggi è frequentemente usata in espressioni quali “sei un mito” o “è il mio mito”, per indicare una persona che si ammira molto, tanto da idolatrarla. Il termine *mito* può però indicare anche una rappresentazione ideale della realtà che non corrisponde al vero, quindi l’espressione ottiene un tono polemico: es. “il mito dell’eterna giovinezza”, “la pace nel mondo è un mito”. Il termine *mitico*, oltre ad indicare, come aggettivo, “qualcosa che riguarda il mito”, ad esempio “gli eroi mitici” o “i tempi mitici”, può esse utilizzato anche come interiezione o esclamazione, al pari di “magico!”, “fantastico!”, “grande!”. È infatti “mitico!” la parola usata nella versione italiana per tradurre il classico “WOHOOO” inglese di Homer Simpson, personaggio della celebre sitcom animata *I Simpson.*

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