E Dante svenne: Andrea De Luca

Durante il suo lungo peregrinare fra i tre regni oltremondani, Dante sviene in più di una occasione: nel canto III dell’Inferno, al cospetto di Caronte, il poeta è vinto da un improvviso e profondissimo sonno; nel canto V, dopo il toccante discorso di Francesca da Rimini, cade a terra “come corpo morto cade” e, infine, nel canto XXXI del Purgatorio, a seguito dell’abbagliante visione di Beatrice, viene meno per poi risvegliarsi immerso nelle acque del fiume Lete. La perdita dei sensi, nello svolgimento della trama dantesca, si spiega ovviamente in senso metaforico: non rappresenta solo la risposta fisiologica alle emozioni che il protagonista sta vivendo, ma corrisponde a un passaggio purificatorio, a un percorso di liberazione dai vincoli terreni.
Ed è questa la ragione per cui Andrea De Luca ha scelto di intitolare il proprio ritratto di Dante con un emblematico E svenne. L’opera, esposta in occasione dell’edizione 2018 di Dante Plus, rivela la passione del giovane illustratore fiorentino per le stampe antiche: si direbbe di essere di fronte a una vecchia incisione, con tanto di etichettatura e timbri, e invece l’immagine è realizzata con grafica digitale.
Il poeta volge a noi uno sguardo atterrito, un attimo prima di riprendere l’itinerario iniziatico già intrapreso e spingersi oltre i confini della condizione umana. Sembra troppo tardi, infatti, per tirarsi indietro: il suo busto è ormai invaso dalle fiamme infernali e dalle spire di piccole e fastidiose creature demoniache. Un diavolo è talmente vicino a Dante da potergli tirare una corda del berretto, e un altro, sul lato opposto, sta lottando con Virgilio. Ma è proprio la miniatura di quest’ultimo a rincuorarci: il poeta antico pare schiacciare senza troppe difficoltà il nemico, appoggiandosi con disinvoltura all’altro lembo del copricapo. In alto, del resto, già si profila la promessa di successivi stadi, in cui Dante sarà guidato saldamente dalla donna amata. Beatrice è infatti lì ad attenderlo, pronta a condurlo alla fine del suo avventuroso viaggio.

In foto: A.De Luca, E svenne, immagine digitale, 2018. Courtesy dell’Artista

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