Golfo

Quando notiamo sulla costa una rientranza del mare, generalmente di dimensioni medie o grandi, siamo di fronte ad un golfo. Si differenzia dalla baia perché quest’ultima dovrebbe avere un’accesso stretto (anche se in inglese, ad esempio, il termine bay è usato in modo indistinto, come equivalente del nostro golfo), mentre la cala è di dimensioni molto ridotte e riparate. Addirittura, nei documenti veneti del tredicesimo secolo, è definito Il Golfo l’intero Mare Adriatico.

La parola golfo deriva dal greco kòlpos “seno” e il suo sinonimo insenatura ha esattamente lo stesso significato, partendo però dal termine latino sinus da cui oggi il nostro seno. In musica, invece, il golfo mistico (dal tedesco Mystisches Abgrund “abisso mistico”) è l’espressione coniata da Wagner per indicare la cava, posta tra la platea e il palco scenico, in cui si colloca l’orchestra e che proprio lui, con l’aiuto dell’architetto Otto Brückwald, utilizzò per migliorare l’acustica delle proprie opere.

Tornando alla geografia, tra i golfi più famosi al mondo, c’è sicuramente il Golfo del Messico, situato nell’Oceano Atlantico, tra il Mar dei Caraibi e l’America settentrionale. Qui ha origine la Corrente del Golfo, che trasporta sulle coste dell’Atlantico settentrionale le calde acque tropicali, mitigando il clima di molti paesi europei e della penisola scandinava. Per questioni geopolitiche, invece, sicuramente il Golfo Persico (situato in Medio Oriente) è tra i più rilevanti: per via delle ingenti risorse petrolifere che ospita è, infatti, stato teatro delle cosiddette Guerre del Golfo (la prima negli anni 1990-91 e la seconda dal 2003 al 2011).

Il golfo più grande d’Italia è quello di Taranto, sul Mar Ionio, largo un centinaio di chilometri e altrimenti chiamato il golfo delle sirene, per via delle leggendarie storie d’amore e morte che avrebbero coinvolto la città, quando era ancora capitale della Magna Grecia. Comunque, tutte le regioni bagnate dal mare vantano uno o più golfi. Partendo dalla Liguria, abbiamo i golfi di Genova e La Spezia, il golfo di Venezia in Veneto e di Trieste in Friuli Venezia Giulia. Tra quelli toscani ricordiamo Talamone e Follonica; nelle Marche abbiamo il Golfo di Ancona; nel Lazio quelli di Anzio, Terracina e Gaeta; in Campania sono famosi i golfi di Napoli, Pozzuoli e Salerno, mentre nella già citata Puglia abbiamo anche Manfredonia e in Calabria Gioia Tauro. Probabilmente la Sicilia e la Sardegna ne ospitano il maggior numero tra Catania, Palermo, Gela, Castellammare e Noto − tutti siciliani − e i sardissimi golfi di Alghero, Oristano, Palmas, Olbia, Orosei e, naturalmente, Cagliari, che è conosciuto anche come il Golfo degli angeli.

In Sardegna merita però una menzione particolare per via del suo nome il celebre Golfo Aranci, in provincia di Sassari. A differenza di come potrebbe sembrare, non si tratta di un luogo particolarmente ricco di agrumi dai quali potrebbe avere origine il suo nome. Si tratta, invece, dell’italianizzazione del gallurese golfu di li ranci, ossia “golfo dei granchi”.
Insomma, è chiaro che dietro ogni golfo, così come dietro ogni parola, c’è una grande storia tutta da scoprire. Non ci resta che iniziare a viaggiare!

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