I libri della settimana: Atlante dell'arte, Abate, Montefoschi

 La redazione della Dante consiglia una selezione tra narrativa e saggistica di autori italiani o testi originali in lingua italiana.

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Atlante dell'arte contemporanea 2021
a cura di Daniele Radini Tedeschi e Stefania Pieralice
De Agostini, 2022
95 euro, 960 pagine

L'Atlante dell'Arte Contemporanea prosegue, nelle sue recenti edizioni, la mappatura completa del contesto artistico italiano, iniziata nel ben lontano 1940. Il volume allora edito a Milano, con il titolo di "Arte Italiana Contemporanea", rappresentava un utile strumento per la consultazione delle maestranze presenti nella penisola. L'Atlante dell'Arte Contemporanea 2021, va ad aggiornare gli artisti più significativi operanti in Italia dal 1950 fino a giungere ai tempi d'oggi. Ampio spazio è dedicato alle relative quotazioni, indagate nella speciale sezione riservata agli Indici di Mercato. Il libro è suddiviso in venti capitoli regionali, in ognuno dei quali, accanto agli schedari critici e filologici, troveranno spazio focus territoriali che disvelano le ricchezze del patrimonio storico artistico. Attraverso una grafica sobria e minimale e grazie ad una selezione di interessanti illustrazioni a colori, questa pubblicazione offre la possibilità di compiere un viaggio alla scoperta di meraviglie artistiche e aneddoti curiosi, con pari attenzione verso i circuiti ufficiali e le cosiddette "periferie dell'arte".

 


Il cercatore di luceSchermata 2022-02-16 alle 10.44.29
di Carmine Abate
Mondadori, 2021
18,50 euro, 348 pagine

Proposto da Alessandro Masi al Premio Strega 2022 con la seguente motivazione:
«Con Il cercatore di luce Carmine Abate conferma la piena maturità espressiva di un ormai lungo percorso nella narrativa italiana di alta qualità letteraria e di ininterrotto riscontro da parte del pubblico dei lettori e della critica. Si tratta di un romanzo storico, romanzo di formazione, storia famigliare e di impegno civile, in cui l'autore sintetizza diverse modalità di genere narrativo e le scardina tutte dando origine a un modello romanzesco originale e fortemente coinvolgente. Il libro ritorna sui temi che hanno caratterizzato da sempre la sua poetica (e in particolare su quel "vivere per addizione" che sintetizza l'approccio all'emigrazione che Abate ha vissuto sulla sua pelle e ha messo in scena in tanti romanzi) su cui l'autore innesta inedite esplorazioni verso nuove frontiere dove approfondisce i rapporti fra arte, natura, parola e esistenza. Per raccontare la breve vita abbagliante del maestro del Divisionismo Giovanni Segantini, Abate ne segue le tracce in tutti i suoi febbrili spostamenti alla ricerca spasmodica della luce, alimento indispensabile di una vita e di un'esperienza artistica all'insegna del senso di apertura, di liberazione e di respiro che sulla pagina viene restituita con limpida e coinvolgente partecipazione. Al servizio di temi tanto decisivi e affascinanti l'autore mette una tecnica narrativa consapevole e sicura che gli permette di costruire un meccanismo di precisione in grado di guidare il lettore nei diversi livelli temporali (l'Ottocento, il tardo Novecento, il Ventennio fascista) e geografici (il Trentino, l'Engadina, la Sila calabrese, Milano).

Carmine Abate è di origine albanese ma è nato in un paese calabrese Ora vive tra la Germania, il Trentino e la regione d'origine.
Ha esordito come narratore nel 1991 con II ballo tondo (Fazi). Nel 1999 con La moto di Scanderbeg ha avuto un grande successo di critica e di pubblico, al quale sono seguiti altri romanzi, Tra due mari (Mondadori, 2002), La festa del ritorno, (Mondadori, 2004, finalista al Premio Campiello), II mosaico del tempo grande (Mondadori, 2005), Vivere per addizione e altri viaggi (Mondadori, 2008), Gli anni veloci (Mondadori, 2009), La collina del vento (Mondadori, 2012), Il bacio del pane (Mondadori, 2013), Il banchetto di nozze e altri sapori (Mondadori, 2016), Le rughe del sorriso (Mondadori, 2018).



Dell'anima non mi importaSchermata 2022-02-16 alle 09.34.22

di Giorgio Montefoschi
La Nave di Teseo, 2022
19 euro, 320 pagine

La storia di una famiglia "come tante", racchiusa in una normalità borghese che nasconde molte più sfaccettature e oscurità di quelle che appaiono all’esterno.
Enrico e Carla Rubbiani sono una coppia felice e affiatata tanto da far dimenticare i vent’anni d’età che li dividono e hanno una figlia, Maddalena, che entrambi adorano. La loro vita familiare nella casa dei Parioli, fatta di cene e ricorrenze passate con gli amici, passeggiate, vacanze a Sabaudia e concerti a Santa Cecilia, sembra perfetta, almeno finché Enrico non è colpito da una crisi cardiaca che lo costringe a un breve ricovero in clinica. Il suo ritorno a casa innesca qualcosa d’inaspettato, la noia e la ripetitività della vita di coppia diventano un peso per Enrico che cerca in una storia con una collega una via di fuga alla monotonia del matrimonio. L’equilibrio della relazione tra Carla ed Enrico e la famiglia che formavano sembrano essersi definitivamente spezzati ma, forse, c’è ancora il tempo per tornare a essere quelli di prima.

Giorgio Montefoschi è nato a Roma. Tra le sue numerose opere ricordiamo La casa del padre (1994, Premio Strega), Il segreto dell’estrema felicità (2001), La sposa (2003), Lo sguardo del cacciatore (2003), L’idea di perderti (2006), Le due ragazze con gli occhi verdi (2009), Eva (2011), La fragile bellezza del giorno (2014), Il volto nascosto (1991, 2015) e Il corpo (2017).  Ha pubblicato con La nave di Teseo Desiderio (2020) e le nuove edizioni di Ginevra (1974, 2019) e Il Museo Africano (1976, 2019), L’amore borghese (1978, 2020), La felicità coniugale (1982, 2021) e La terza donna (1982, 2021).

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