Il Consiglio d'Europa verso un quadro di riferimento linguistico per migranti a bassa alfabetizzazione

Presentato oggi dal Consiglio d'Europa il nuovo sistema di riferimento per le competenze linguistiche dei migranti a bassa o nulla alfabetizzazione. Intervista a Lorenzo Rocca, coautore della pubblicazione

Conosciamo tutti il quadro di riferimento linguistico europeo (QCER) che descrive in 6 livelli di competenza il grado di conoscenza di una lingua da A1, elementare, a C2, di piena padronanza. Il QCER è stato adottato per iniziativa del Consiglio d’Europa, un’organizzazione internazionale con sede a Strasburgo a cui partecipano 46 stati europei.
Il QCER, tuttavia, trovava un suo limite di applicazione nel dare per acquisito un livello minimo di alfabetizzazione del parlante, anche solo nella sua lingua madre, e non coinvolgendo i soggetti a debole o del tutto assente alfabetizzazione, condizione diffusa per esempio tra i migranti.
Con lo scopo di ampliare a questa platea un sistema di riferimento il Consiglio d’Europa, o meglio la sua Divisione linguistica ha dato mandato a un gruppo di esperti di redigere e fare validare un sistema di riferimento che prende il nome di LASLLIAM (ovvero Literacy And Second Language for the Linguistic Integration of Adult Migrants).
Al gruppo di lavoro che in questi anni ha perfezionato il quadro ha partecipato per la Società Dante Alighieri il prof. Lorenzo Rocca, relatore della conferenza di presentazione presso il Consiglio d’Europa del 30 giugno, che in questa intervista ci spiega l’origine e gli sviluppi di questa importante iniziativa.

Per cominciare cerchiamo di capire come nasce questo strumento e come dialoga con il QCER?

Il quadro comune, oggi pubblicato in oltre 40 lingue, è stato pubblicato nel 2001 e poi aggiornato recentemente nel 2018. Questo sistema dà per scontata la piena scolarizzazione degli apprendenti anche per i livelli più bassi descritti. Nel tempo però si è andata individuando in Italia e negli altri paesi membri un profilo di utenza diversa costituita da migranti, soprattutto provenienti da paesi terzi, ovvero non membri del Consiglio, che è risultata vulnerabile perché priva di scolarizzazione o a scolarizzazione bassissima anche nella lingua madre. Il caso limite è quello di persone che non sono in grado di leggere e scrivere in alcuna lingua o la cui lingua madre, è il caso di alcune lingue africane, non ammettono sistemi di scrittura. Queste persone arrivano in Italia o negli altri paesi membri e iniziano ad alfabetizzarsi nella seconda lingua, quella del Paese che li ospita. Da qui nasce l’esigenza di costruire uno strumento europeo che descrivesse i livelli di analfabetismo e di alfabetizzazione nella L2.
L’iniziativa rappresenta la coniugazione di due istanze contemporanee che hanno preso forma tra il 2016 e il 2017: “dall’alto” il LIAM (Linguistic Integration Of Adult Migrants) ha sollecitato il dipartimento linguistico sulla necessità di un percorso di questo tipo; “dal basso” un gruppo di esperti di 12 paesi europei si fece promotore di una proposta presentata al Consiglio d’Europa.
Nasce così nel 2018 il gruppo di lavoro composto da 5 coautori, dall’Italia, dall’Olanda, dal Regno Unito e dall’Austria, di cui ho fatto parte, e che ha prodotto il LASLLIAM.
Per rimarcare l’opportuno e stretto collegamento tra LASLLIAM e QCER, il terzo livello dei quattro di cui si compone il LASLLIAM ha delle parziali sovrapposizioni con il livello pre-A1 del QCER, così come il quarto livello ha delle parziali sovrapposizioni con il livello A1.
Per "sovrapposizione" si intende che dei 425 nuovi descrittori di competenza, declinato ciascuno nei 4 livelli, su 52 scale, 71 ricalcano quelli che compongono il QCER e vengono evidenziati nella pubblicazione.

Come sono stati definiti questi descrittori?

Esistono 4 tipologie in cui sono organizzate le 52 scale, e quindi i descrittori: 3 sono scale di alfabetizzazione tecnica (a partire per esempio dalla capacità di utilizzare uno strumento di scrittura); 28 sono legate alle capacità linguistico comunicative (lettura, scrittura, interazione orale e scritta, ascolto ecc.; per esempio, in progressione: la capacità di copiare una parola, di scrivere il proprio nome, di compilare un modulo semplice ecc.); altre sono strategie legate all’apprendimento e all’uso del linguaggio; infine scale digitali, ovvero con descrittori di alfabetizzazione informatica.
La validazione di questi descrittori ha visto due fasi: una qualitativa e una quantitativa. La prima ha raccolto in diversi paesi europei il parere di circa 500 insegnanti sui descrittori e sull’impianto complessivo dello strumento. I descrittori, rivisti alla luce di quanto raccolto nella prima fase, sono stati sottoposti a un sondaggio online che interessasse non meno di 200 risposte, su scale graduate, per ciascun descrittore. Sulla base di queste risposte i descrittori e le scale sono stati ulteriormente rivisti per assumere la forma e l’organizzazione che hanno oggi nella pubblicazione.

Chi sono gli utenti del LASLLIAM?

Si rivolge, così come il QCER, innanzitutto ai decisori politici (per es. i ministeri dell’istruzione dei Paese membri) per estende curricula, produrre sillabi di riferimento. In Italia, per esempio, la CLIQ, ovvero l’associazione per la certificazione lingua italiana di qualità composta dalla Società Dante Alighieri, dalle Università per Stranieri di Siena e di Perugia e dall’Università di Roma Tre, ha già prodotto per il ministero dell’Interno i sillabi 2016-2018 per deboli scolarità che andranno certamente rivisti nella prospettiva indicata da LASLLIAM.
LASSLIAM si rivolge poi agli insegnanti, con particolare attenzione a quelli del servizio pubblico, chiamati a produrre materiali didattici per questo pubblico specifico.
La sperimentazione realizzata in 7 realtà europee ha già verificato la funzionalità dei descrittori alla costruzione dei materiali didattici: unità di apprendimento, questionari comunicativi, esercizi di varia natura, esercizi tecnici e prove valutative.
Dal momento che la sperimentazione ha coinvolto anche realtà italiane la pubblicazione dello strumento, che sarà disponibile per intero inizialmente soltanto in inglese e francese, in quanto lingue di lavoro, avverrà parzialmente, in particolare mi riferimento alle scale dei descrittori, anche nella nostra lingua già dalla primissima fase di diffusione, ed è perciò già fruibile.

Come diventa operativo?

Ci aspettiamo, così come è accaduto per il QCER, che l’assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa, adotti delle raccomandazioni politiche ufficiali per suggerirne l’utilizzo concreto e che gli Stati membri applichino il sistema con strumenti di ricezione.
In Italia c’è già grande interesse su questo sia da parte del Ministero dell’Istruzione che da quello dell’Interno.

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