Ponti e filastrocche

Chiunque sia stato bambino almeno una volta nella vita ha cantato una conta, per stabilire a chi toccasse iniziare il gioco oppure chi dovesse essere eliminato. Ma avevate mai notato che ben due tra le conte italiane più diffuse tirano in ballo un ponte


Parliamo di Ponte ponente ponte pì e Sotto il ponte di Baracca. Con ogni probabilità non c’è alcun nesso logico tra ponti e conte, ma è interessante sapere che il celebre ponte di Baracca esiste davvero e si trova in provincia di Vicenza, mentre il “ponte ponente” non è assolutamente ciò che pensiamo. Ce lo spiega Paolo Canettieri, filologo romanzo, in un articolo sulle Varianti del canto popolare (Rivista di filologia cognitiva, 2007): si tratta della versione italiana di una conta francese su una venditrice di mele, che nella nostra lingua ha perso totalmente il suo significato originario, mantenendone tuttavia la struttura formale e quella del suono. Il ritornello francese recita infatti: “Pomme de reinette et pomme d’api/d’api d’api rouge/pomme de reinette et pomme d’api/d’api d’api gris” e rappresenta la voce della donna che promuove le sue mercanzie: mele renette e mele appie nella varietà rossa e grigia.
Si ipotizza che la conta sia passata per Genova, dove il pomme de reinette si potrebbe essere trasformato in ponte ponente, per via di quella che era la distinzione in levante e ponente del Ponte Parodi, mentre il resto della filastrocca si è totalmente desemantizzato, fatta eccezione per l’espressione d’api rouge che ha richiamato la città di Perugia.

Tra le canzoni popolari che coinvolgono i ponti anche in altri paesi troviamo la celebre Sur le pont d’Avignon, composta nel XIX secolo, e la filastrocca, questa volta inglese e probabilmente risalente al Settecento, che chiama in causa il London Bridge. Si tratta di una canzone che accompagna un gioco: al suono di London Bridge is falling down due bambini realizzano un arco con le braccia e gli altri vi passano sotto finché uno non viene catturato al termine della canzone. Probabilmente, il testo allude alle difficoltà strutturali che questo tipo di ponti incontrarono nel corso della storia, tanto da essere stati più volte ricostruiti. Il ponte di Londra sarebbe stato scomodato anche in un’altra occasione, molto più drammatica (o almeno così ha rivelato il “Guardian” nel 2017): dagli anni Sessanta la cosiddetta Operazione London Bridge era il nome in codice assegnato alle procedure segrete di protocollo da rispettare in caso di morte della Regina Elisabetta. 
Vi aspettavate tante sorprese nascoste sotto l’arco un ponte?

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