Accenti e apostrofi via sms

Tra le questioni evidenziate dall’esperienza quotidiana riguardanti i testi scritti, ce n’è una che merita sicuramente attenzione, in quanto vero e proprio errore blu di grammatica.
Di cosa stiamo parlando? Del fatto che, sempre più spesso, gli scriventi sembrano dimenticare accenti e apostrofi, come se questi fossero degli accessori delle parole e non parte stessa di queste.
Vale la pena evidentemente soffermarsi e approfondire questo punto: accenti e apostrofi possono essere necessari a distinguere due parole omografe e per questo sono da considerarsi assolutamente indispensabili.
Facciamo qualche esempio: se congiunzione (es.: comprerò una nuova lavatrice solo se quella che ho ora si dovesse rompere) e pronome riflessivo (es.: ad Anna piace prendersi cura di sé); però congiunzione (es.: ieri sono stata in palestra però non ho potuto fare molto perché non c’era il mio istruttore) e pero sostantivo indicante la pianta che genera il frutto della pera (es.: ieri ho piantato un pero nel mio giardino); ce pronome (es.: ieri ce ne parlava Daniela) e avverbio (es.: Anna chiede se in casa sia rimasta della frutta, Roberto risponde che non ce n’è più), c’è, forma composta dall’avverbio ci più l’indicativo presente, terza persona singolare del verbo essere (es.: in cantina c’è del vino); un insegnante (es.: Paolo è un insegnante di valore) e un’insegnante (es.: Giovanna è un’insegnante molto preparata).
La lista degli esempi potrebbe continuare ma quanto illustrato dovrebbe essere sufficiente a comprendere quanto sia fondamentale aggiungere o togliere questi due segnetti grafici apparentemente innocui. Approfittiamo anche per sottolineare che accento (acuto ´ e grave `) e apostrofo (’) sono due cose diverse: l’accento grafico indica, in una parola, la vocale più intensa dal punto di vista fonico; l’apostrofo segnala invece la caduta di una lettera (l’amaca per la amaca) o di un gruppo di lettere (un po’ per un poco) per elisione o troncamento.
Qual è la causa di tale omissione nei testi di oggi? Certamente l’uso quasi esclusivo di computer, smartphone o tablet per scrivere, i quali spesso correggono automaticamente gli errori ma non distinguono i contesti ed è per questo necessario conoscere la regola per dare il giusto input alla macchina; l’abitudine di comunicare principalmente per messaggi di testo brevi, magari digitati di fretta mentre si fanno altre cose; il poco esercizio della scrittura a mano.
Come possiamo dunque evitare questi errori? Potremmo per esempio cominciare dal prenderci un po’ più di tempo per scrivere: vivere la vita con maggiore lentezza e dare valore alla comunicazione anche quotidiana potrebbe portarci benefici a livello più generale.

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