Risate fatali

Una bella risata è l’atto fondante della comicità. Potremmo chiamarla una risata “di gusto” cioè goduta o “a crepapelle”, ossia che fa “morire dal ridere”. Nonostante moltissime ricerche abbiano evidenziato quanto ridere faccia bene alla salute, di certo queste ultime due espressioni, già in uso presso gli antichi greci, fanno invece riferimento a delle vere e proprie risate fatali! Secondo la tradizione popolare, la morte da risata avrebbe colpito vari illustri personaggi del passato, come il filosofo e matematico Crisippo, che sarebbe letteralmente morto dalle risate nel II a. C. mentre osservava un asino mangiare i suoi fichi.

Narrano alcuni ch’egli morì per riso prolungato; poiché avendogli un asino mangiato dei fichi, ed avendo detto alla vecchia di dare all'asino da ingollare del vino puro, smascellandosi dalle risa, morì.
(Le vite dei filosofi di Diogene Laerzio volgarizzate dal Conte Luigi Lechi, Milano, Ed. Paolo Andrea Molina, 1845)

Una sorte analoga avrebbe avuto il poeta toscano Pietro Aretino, famoso nel Cinquecento per le sue numerose commedie, i Sonetti Lussuriosi e il Dialogo nel quale la Nanna insegna alla Pippa sua figliola (manuale della perfetta prostituta), che avrebbe riso fino alla morte ascoltando una storiella sconcia.

Anche tra i personaggi di fantasia ricorre la morte per il troppo ridere, basti pensare al gigante Margutte, personaggio del Morgante di Luigi Pulci, che muore dalle risate per una scimmia che indossa i suoi stivali, o all’anziano banchiere Dawes che, nel film d’animazione Mary Poppins, è stroncato dal troppo ridere per aver finalmente capito una barzelletta.

Un altro sinonimo di “ridere a crepapelle” è l’espressione “sbellicarsi dalle risate” ossia, letteralmente, “ridere così tanto da rompersi l’ombelico”. Con lo stesso significato, tra le abbreviazioni più in uso dai giovani su internet, c’è sicuramente LOL, derivante dall’inglese “laughing out loud” e molto usato anche in Italia, assieme alla sua variante ROTFL “Rolling on the floor laughing” cioè “rotolarsi a terra dalle risate”. I francesi utilizzano invece MDR “mort de rire”.

Se l’espressione fisica della risata è simile in tutto il mondo e, addirittura, è uno dei tratti che distinguono gli esseri umani dagli animali, dobbiamo invece porre attenzione alla lingua in cui vogliamo esprimere il nostro divertimento, soprattutto se per iscritto, e magari in chat. Quando un italiano userebbe il classico “hahaha”, infatti, un francese scriverebbe “héhéhé”, uno spagnolo “jajaja”, un portoghese “huehuehue”, un greco “xaxaxa”, un giapponese “www” (abbreviazione di warai “risata”), un cinese “??” e un Thailandese 555, dato che il numero 5 si pronuncia “ha”. Insomma, mai dare niente per scontato!

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