Il libro in Italia, tra numeri e tendenze

Negli ultimi 4 anni il mercato dei libri italiano ha registrato un’importante ripresa. 

Il libro è centrale nell’industria culturale italiana perché l’editoria è prima per valore venduto nel nostro paese, superando anche TV e videogiochi, che proprio dai libri traggono spunto per la costruzione dei loro racconti narrativi.  

L’editoria italiana è uscita trasformata dagli anni della pandemia registrando 300 milioni di vendite in più rispetto al 2019, che sono il segno della sua capacità di rispondere adeguatamente alle nuove esigenze del pubblico.*

Nel 2023, le lettrici e i lettori italiani hanno speso in libri gli stessi soldi dell’anno precedente, ma hanno comprato meno copie.** 

Il dato interessante riguarda il canale di distribuzione: i canali fisici continuano a recuperare quote di mercato. Le care vecchie librerie (negozi fisici) confermano la crescita fatta registrare nell’anno precedente, assieme alla grande distribuzione, dato questo che abbiamo già anticipato qualche settimana fa, nell’articolo dedicato al trend di crescita del fumetto italiano, perché sembra che sia proprio del fumetto gran parte del merito di questa crescita. Oggi, oltre un libro su dieci venduto è un fumetto, che ha portato nelle librerie un nuovo pubblico, fatto soprattutto di giovani, generando un importante effetto a cascata anche sugli altri generi. 

Sono oltre 5.000 le case editrici grandi e piccole che danno lavoro a 70.000 persone con circa 300 librerie sopravvissute nei territori. In Europa, l’Italia è quarta per valore del venduto, grazie alla sua capacità di farsi conoscere ed apprezzare all’estero. 

Ma tornando all’Italia, se cala la percentuale di lettori che legge almeno una volta a settimana, parallelamente aumenta la percentuale di chi legge solo qualche volta all’anno, il che sembra accorciare la distanza tra i super lettori e i lettori saltuari. 

A questo punto, una riflessione più ampia ci porta necessariamente ad indagare anche i numeri di altri spazi e modi di lettura, come quelli estraibili dai social network. 

Infatti, se guardiamo ai nuovi modi della lettura, vediamo che un quarto degli utenti delle piattaforme social ha fruito di contenuti narrativi presenti sulle stesse piattaforme social o su piattaforme di condivisione di storie, ovvero 10,2 milioni di italiani. Tra questi, una percentuale del 15% non legge libri, ebook o ascolta audiolibri: equivale a dire che un 3% della popolazione si approccia alla narrazione fuori dalla forma libro, a stampa o digitale. ***  Un dato, quest'ultimo, su cui bisognerebbe riflettere.

 

 *Fonte: Rapporto sullo stato dell’editoria in Italia 2023, a cura dell’Ufficio studi dell’AIE (Associazione Italiana Editori).  

**La leggera differenza è interna ai numeri ed è dovuta alla lieve diminuzione del numero di copie vendute a fronte di un moderato aumento del prezzo per copia, il che ha lasciato sostanzialmente invariata la spesa complessiva degli italiani. 

*** Fonte: illibraio.it 

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